Palazzo Farnese

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Descrizione

Situato lungo il ponte del Duomo, che conduce alla splendida Piazza San Lorenzo, Palazzo Farnese a Viterbo non può mancare in una visita turistica della città o, più ad ampio raggio, in un tour farnesiano della Tuscia. Questa zona, infatti, può essere considerata come la patria d’origine della famiglia Farnese, che tanto segnò le sorti dell’Italia e delL’Europa nei secoli successivi, e testimonianze del loro passaggio si trovano ad esempio anche a Canino e Caprarola.

Storia di Palazzo Farnese

Il legame della famiglia Farnese con la città inizia nel 1431, quando il tesoriere pontificio Ranuccio Farnese fu incaricato di custodire la città di Viterbo contro gli attacchi di Fortebraccio e Giacomo di Vico.

Tempo dopo, poi, per ottenere la cittadinanza viterbese egli ottemperò alla condizione dettata dallo Statuto del Comune: acquistare un palazzo in città. L’edificio scelto da Ranuccio esisteva in realtà già da molto tempo, proprietà della famiglia Tignosi: fin dal 1278 svolgeva la funzione di avancorpo dell’Ospedale Grande degli Infermi. Una volta passato sotto la proprietà della famiglia Farnese, vide il suo momento di gloria sotto il Cardinale Alessandro Farnese: originario di Canino, egli infatti mostrò una particolare predilezione per Viterbo, al punto da dichiararla “sua patria diletta” e trasferirsi permanentemente proprio in questo palazzo.

Alessandro Farnese divenne poi papa nel 1534, sotto il nome di Paolo III: molto amico di Giovanni e Lorenzo De Medici, diede egli stesso alla propria famiglia un’impronta di mecenatismo di cui beneficiarono sia la Tuscia, sia altre città, come Roma, Piacenza e Parma. È a lui, inoltre, che si deve l’importantissimo Concilio di Trento.

Caratteristiche architettoniche di Palazzo Farnese

Palazzo Farnese, o “palazzo del cardinal Farnese”, come a suo tempo si attestò tra i cittadini, è andato incontro a continui interventi e rimaneggiamenti, tali da comprometterne l’uniformità dello stile. Ad esempio, nel 1561 fu eretto un tramezzo sulla facciata ad opera di Ludovico Chigi, a cui venne dato in affitto il palazzo nel periodo del pontificato di Paolo III.

Spiccatamente duecenteschi rimangono il grande portone e soprattutto il cortile interno: si evidenzia la presenza del profferlo, scala esterna tipica dell’architettura medievale viterbese, e che si ritrova sovente in tutto il quartiere medievale. È in legno, invece, la loggetta che attualmente affaccia sulla via di San Lorenzo, sostenuta a sua volta da una colonna lignea. Gli ultimi lavori, quelli che attualmente caratterizzano l’aspetto del palazzo, sono invece dovuti all’Amministrazione Ospedaliera di Viterbo.

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