Le meraviglie del borgo medievale di Viterbo

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Viterbo è una città che, all'interno delle sue antiche mura, rende possibile ai suoi visitatori fare un viaggio nel passato. Se non fosse per le macchine e gli abitanti in abiti moderni, si potrebbe pensare di essere tornati nel medioevo.

Viterbo è uno dei borghi medievali meglio conservati in Europa e, visitando la città, è impossibile affermare il contrario, specialmente se ci si muove nel quartiere di San Pellegrino tra antiche torri, profferli e case a ponte.

Le Torri medievali di Viterbo

Forse non lo sapevate, o non ci avete fatto caso ma Viterbo è costellata di torri medievali. Basta volgere lo sguardo all'insù, magari in un momento di riposo mentre si visita la città, e sarà sorprendente vedere quante ce ne sono.

Lo storico Domenico Bianchi, nato nel 1537, ci fa sapere che Viterbo aveva 197 torri e alcune erano talmente alte che da terra non si vedeva bene la loro sommità. Oltre a dirci quante torri ci fossero, Bianchi le descrive anche: «Hebbe [Viterbo] dal suo principio molte Torri, sì come a questo dì d’hoggi apertamente si scorge in lei esserne moltissime, fatte con molto artificio di pietre squadrate altissime ed alcune con molta proportione hanno le Cortine, che in altezza, conveniente le circondano».

Un altro storico, Feliciano Bussi (1742) ci fa avere un elenco dettagliato dell'ubicazione di alcune torri. Noi però ci limitiamo a citarne una piccola parte.

Tra le torri medievali di Viterbo troviamo la Torre di Bramante (all'angolo delle antiche vie di S. Giacomo e della Pace), la Torre di Angelo di Salamaro (la più alta e bella di tutte che si trova alla Pietra del Pesce) e la Torre Aldobrandina.

Certo, 197 torri non sono poche per una città come Viterbo ma c'è da sapere che esse servivano come rifugio d'emergenza e come strumento per controllare il territorio.

Vi sono però delle cose che non si sanno riguardo le torri medievali: i proprietari che ordivano sommosse subivano l'occupazione delle torri da parte delle milizie ed erano tenuti al pagamento della sorveglianza.

Se il proprietario della torre tradiva o uccideva, la torre poteva anche essere smantellata. Mentre chi lanciava sassi dalla torre aveva una punizione che prevedeva la demolizione di una fila di pietre della torre o della propria abitazione. I ribelli invece vedevano la distruzione di 5 fila di conci delle loro torri.

Il quartiere medievale di San Pellegrino

Il quartiere medievale di Viterbo noto con il nome di San Pellegrino è quello che rappresenta meglio l'abitato medievale.

Il quartiere è uno dei più antichi della città e conserva la sua impronta medievale. I vicoli, le torri, le case a ponte ed i profferli sono ancora quelli originali.

San Pellegrino è costituito da un insieme di case che partono da Piazza San Carluccio e arrivano a via San Pietro e viene tagliato da via San Pellegrino. La costruzione di queste case risale al periodo che va dal 1100 al 1200 e sono fatte in peperino, così come la pavimentazione delle stradine.

Non è difficile osservare degli elementi caratteristici come i già menzionati profferli (scale esterne che collegavano il piano terra al primo piano) ed i richiastri (cortili interni che servivano una o più case).

Camminando su via San Pellegrino si possono ammirare sia le case dei nobili che quelle della servitù, collegate da piccoli passaggi interni o da ponticelli. Quasi al centro della via si apre piazza San Pellegrino e sorge il palazzo degli Alessandri. La piazza non era certo un centro cittadino ma una zona centrale dell'antico quartiere residenziale ma offre agli occhi uno spaccato di come erano le piazzette del medioevo.

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