Curiosità, storia e tradizione sulla macchina di Santa Rosa di Viterbo

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Ogni anno, il 3 settembre, è possibile vedere a Viterbo l'imponente Macchina di Santa Rosa svettare luminosa tra le vie dell'antica città.

La Macchina ha la forma di una torre alta 30 metri sormontata dalla statua della Santa ed è illuminata da luci e fiaccole elettriche. Diversamente da come avveniva in passato, oggi è costruita con metalli leggeri e moderni come la vetroresina. Il suo peso si aggira attorno ai 50 quintali e dipende dall’edizione, dal momento che viene rinnovata ogni 5 anni.

La colossale Macchina viene trasportata a spalla da circa 100 uomini, i “Facchini di Santa Rosa”, lungo un percorso di circa un chilometro molto suggestivo: le luci della città vengono tutte spente e l’unica accesa è appunto quella proveniente dalla Macchina di Santa Rosa di Viterbo. Tutto il tragitto, che si snoda attraverso il centro della città è accompagnata dal grido “Viva Santa Rosa”.

Chi era Santa Rosa

Rosa, nata a Viterbo nel 1233, desiderava entrare nell'Ordine delle Clarisse, che la rifiutarono a causa della sua salute cagionevole. Dopo una miracolosa guarigione riuscì ad entrare nel terzo ordine francescano.

Durante la sua vita predicò contro i Catari e prese posizione in difesa del Papa nella famosa lotta tra Guelfi e Ghibellini. Per questo fu esiliata con la sua famiglia e si rifugiò prima a Soriano nel Cimino e poi a Vitorchiano. Predisse la morte dell'imperatore Federico II e quando questo accadde, riuscì a tornare a Viterbo.

Rosa morì nel 1251 poco più che diciottenne, ed il suo corpo venne sepolto nella nuda terra ma nonostante questo nel 1258, fu ritrovato intatto e il papa Alessandro IV dispose la sua traslazione (da qui nasce il trasporto della Macchina) dalla chiesa “della Crocetta” alla chiesa del monastero di San Damiano.

Nel 1996 furono effettuate delle indagini scientifiche sul corpo della Santa che rivelarono diverse informazioni sulla vita della giovane. Rosa aveva tra i 18 ed i 20 anni al momento della morte ed era affetta da una patologia rara: la sindrome di Cantrell, caratterizzata dalla mancanza dello sterno.

Fu inoltre rilevata una cicatrice sul suo braccio sinistro, compatibile con la ferita ricevuta in occasione dell'assedio delle truppe di Federico II a Viterbo narrata dalle fonti storiche. Le radiografie del cranio di Rosa e delle sue ossa mostrano che doveva essere alta circa 1 metro e 55 centimetri, occhi blu e capelli scuri.

Storia della Macchina di Santa Rosa

La festa che vede il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo è inserita, dal 2013, nel Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO.

Le origini della Macchina di Santa Rosa risalgono agli anni successivi alla morte della Santa ma, dalla fine del XVII secolo si hanno scarse notizie, il che ha favorito la diffusione di storie e leggende sull'origine della festa.

Bisognerà aspettare la fine del '600 per avere le prime informazioni attendibili sulla Macchina di Santa Rosa a Viterbo. Le cronache rendono noto che il 3 settembre del 1686 vennero cantati i Vespri e che Sebastiano Gregorio Fani, delegato della festa, informò la popolazione che il trasporto della Macchina sarebbe avvenuto il 27 Ottobre.

Il Museo Civico di Viterbo conserva uno dei primi progetti della Macchina ad opera di Giuseppe Franceschini risalente al 1690.

Nel corso degli anni, diverse volte il trasporto della Macchina ha sfiorato la tragedia. Nel 1790 la Macchina cadde durante il suo spostamento; nel 1801, a causa di un allarme furto, si scatenò un tumulto che fece imbizzarrire i cavalli e diverse persone vennero travolte nel panico generale. Dopo l'enorme sforzo dei Facchini per riprende la Macchina travolta dalla folla, purtroppo, la stessa si incendiò in Piazza delle Erbe.

Dopo il terribile evento del 1801, Papa Pio VII vietò il trasporto della Macchina fino al 1810 ma, ripresa la tradizionale processione, pochi anni dopo purtroppo si verificò un’altra tragedia: nel 1814 la Macchina crollò durante lo spostamento uccidendo diverse persone.

Oggi, i metodi di costruzione ed i materiali moderni alleggeriscono notevolmente il peso della Macchina di Santa Rosa di Viterbo e le misure di sicurezza sempre più stringenti hanno fatto in modo che simili incidenti non si verificassero di nuovo.

Il trasporto della Macchina di Santa Rosa, patrimonio UNESCO, è una delle feste più tradizionali e popolari più spettacolari. Per questo almeno una volta nella vita vale la pena assistere alla caratteristica processione.

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