La Pizza Dolce di Pasqua

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Una ricetta tipica del Viterbese: la Pizza dolce di Pasqua

 

La mattina di Pasqua ha da sempre un sapore particolare. Le famiglie in genere si ritrovano davanti alla tavola per aprire uova e dolci tipici. Sulle tavole di Viterbo, così come in molte altre tavole del territorio che va dalla Tuscia meridionale fino ai confini con la Toscana e l’Umbria, compare un dolce tipico: la pizza dolce di Pasqua.

Si tratta di un dolce davvero tipico della zona, che assume anche varianti particolari a seconda della territorialità di cui la ricetta molto spesso si tramanda da generazioni. La sua preparazione infatti presuppone tutta una ritualità che richiede passione, amore e tanta tanta esperienza.

 

La ricetta tipica della pizza dolce di Pasqua

C’è chi dice che sia originaria dell’Umbria, chi della Toscana, chi ancora dell’Abruzzo. Quello che è certo è che la pizza dolce di Pasqua Viterbese viene fatta solo a Viterbo!

La ricetta di base prevede l’uso di farina, uova, zucchero, lievito di birra, strutto (che può essere sostituito con il burro), cannella, scorza di arancia e limone e variazioni che possono andare dal liquore (alchermes, più tutto quello che possa piacere) all’essenza di vaniglia, semi di anice, noce moscata e ovviamente tanta cioccolata.

Si presenta come un dolce lievitato, a forma di panettone, con la superficie liscia di colore marrone scuro e molto profumata. Le case viterbesi durante il periodo pasquale si arricchiscono di quell’aroma tutto particolare che solo la pizza dolce di Pasqua sa offrire.

 

La lavorazione della pizza dolce di Pasqua

Il lavoro prevede tutta una ritualità che non può essere disattesa. Si inizia la sera prima amalgamando gli ingredienti di base come uova, strutto, cannella, scorza di limone, cannella, semi di anice e cioccolato. Su quest’ultimo punto però la tradizione si differenzia in due scuole di pensiero: c’è chi inserisce il cioccolato la sera prima per farlo amalgamare meglio e chi invece lo inserisce la mattina seguente per non farlo sciogliere.

Scuole di pensiero a parte, l’importante è che il cioccolato ci sia.

La mattina seguente all’alba si mette il lievito, quindi quando sarà pronto (in genere ci vogliono almeno un paio d’ore) si unisce al resto dell’impasto preparato la sera prima e si lavora a lungo per evitare che formi grumi. Una volta lavorato lo si sposta su di una spianatoia infarinata per continuare a lavorarlo. Quindi l’impasto viene diviso in “palline” che verranno poi posizionate negli appositi contenitori precedentemente imburrati.

A questo punto le pizze dovranno continuare a lievitare prima di essere infornate (almeno un altro paio d’ore). Quando avranno raggiunto la giusta lievitazione, devono essere spennellate con un tuorlo d’uovo sbattuto e cotte al forno per circa mezz’ora.

Chi ha la possibilità di vedere e assistere nel momento in cui le pizze dolci di Pasqua vengono sfornate, difficilmente dimenticherà quel profumo!

 

Cibi tipici del Lazio: la pizza dolce di Pasqua

C’è chi non si sieda neanche se sulla tavola imbandita manca la pizza dolce di Pasqua. Per la colazione della mattina di Pasqua si “sposa” facilmente a cappuccino, thè e caffè e soprattutto tanto cioccolato, ma c’è anche chi la predilige insieme alle uova sode e agli affettati perché ama il binomio dolce/salato.

Tra i prodotti tipici del Lazio, la pizza dolce di Pasqua è quella che forse offre le varianti più numerose; c’è chi inserisce i canditi, chi la realizza “bianca” e chi la prova anche nella versione salata con il formaggio. Si può dire che la pizza dolce di Pasqua non cambia solo di regione in regione, ma anche di paese in paese. Senza considerare che ogni famiglia tramanda la sua personale ricetta della pizza dolce di Pasqua di generazione in generazione. Praticamente ogni famiglia ha la sua versione!

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