La via Francigena di Viterbo: il cammino dei pelle

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Se avete voglia di ripercorrere un po' la storia, dovreste provare ad organizzare una bella escursione a Viterbo per ripercorrere una parte della via Francigena.

La Via Francigena è un fascio di vie che dall'Ovest dell'Europa conducevano a Roma, e da qui fino in Puglia, dove si trovavano i porti per imbarcarsi verso la Terrasanta e continuare il pellegrinaggio.

La riscoperta di questa “via Sacra” si deve ad un'altra riscoperta: quella del Cammino di Santiago intorno agli anni '70. Ben presto ci si rese conto che anche in Italia esisteva un simile percorso per il pellegrinaggio ma, come era successo anche in Spagna, grandi parti dell'antica via erano state sepolte sotto un manto d'asfalto.

 Dove possibile, è stato ripristinato il percorso originario, per il resto si è deciso di muoversi verso zone di interesse storico o comunque meno frequentate dalle automobili.

Esistono, come per il Cammino di Santiago, diversi percorsi ma quello che interessa la via Francigena di Viterbo è quello indicato da Sigerico che parte dla Colle del Gran San Bernardo e arriva fino a Roma.

L'itinerario di Sigerico

Sigerico era arcivescovo di Canterbury ed è colui che dobbiamo ringraziare per aver scritto una relazione di viaggio risalente al 990 curata fin nel minimo dettaglio.

Dopo un suo viaggio a Roma per ricevere il Pallio da Papa Giovanni XV, l'arcivescovo decise di tenere un diario scritto in latino che oggi è conservato al British Museum. In questo diario egli descrisse le 79 tappe del suo viaggio da Roma a Canterbury.

La sua descrizione particolareggiata del percorso e delle tappe di sosta sono state utili per ipotizzare l'originario tracciato delle tappe della Via Francigena. Furono necessari ben 79 giorni per percorre i 1.660 chilometri che separavano Roma da Canterbury.

Le tappe della Via Francigena da Viterbo a Roma

Il viaggio, fatto al contrario rispetto a quello di Sigerico (egli scrisse del suo ritorno a Canterbury), inizia a Viterbo, città che ha un quartiere dedicato al pellegrino (San Pellegrino) e che era anche antica sede pontificia.

Immaginando quel che avrebbe potuto fare Sigerico, si potrebbe sostare nei pressi della loggia dei Papi per ammirarla e meditare nel chiostro di Santa Maria Nuova. Magari si potrebbe anche far cadere lo sguardo su uno dei tanti stemmi della città dove si può vedere il simbolo del Leone.

La via Francigena a Viterbo

Viterbo è la tappa numero 41 della via Francigena dell'itinerario di Sigerico e si potrebbe cominciare con una visita al Quartiere Medievale di San Pellegrino.

Il quartiere è citato in tutte le guide turistiche che si rispettino ed è molto ammirato ed apprezzato per lo stato di conservazione dei vicoli, dei profferli, delle fontane, degli archi e dei balconi che hanno un enorme valore storico e artistico. Non è raro vedere le vie di San Pellegrino animarsi con mercatini dell'usato, feste tipiche o infiorate.

Si può proseguire l'esplorazione della via Francigena di Viterbo con il Quartiere di Piano Scarano che deve il suo nome ad una parola di origine longobarda: squara, che vuol dire schiera, perché nella zona vi si esercitavano o accampavano i militari.

Nel 1148 il quartiere venne acquistato dal Comune e donato ai monaci di Farfa. Da allora ad oggi, le abitazioni sono cambiate molto poco, anche dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Nella parte centrale di Piano Scarano troviamo una piazza con una fontana che, nel 1367 venne abbattuta e ricostruita; un lavatoio con un tetto fatto con architravi a vista sostenuti da pilastri e l'ex Ospizio di San Carlo, che nel 1636 divenne il primo ricovero per anziani poveri o persone inabili al lavoro.

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