Un ambiente suggestivo nel centro storico: Viterbo Sotterranea

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Viterbo, nota anche come Città dei Papi, nasconde al suo interno innumerevoli testimonianze di un antico passato.

Il quartiere di San Pellegrino, ad esempio, è ancora testimone delle architetture medievali con le sue case a ponte e i suoi profferli che in primavera vengono adornati da fiori colorati. Il quartiere è uno dei meglio conservati in tutta Europa. E non fosse per i negozi e gli studenti universitari che girano tra le sue vie con i libri in mano, si potrebbe pensare di aver fatto un viaggio nel tempo.

Ma come ogni città medievale che si rispetti, anche Viterbo nasconde un segreto nel suo sottosuolo: Viterbo sotterranea. Qui vi sono numerose gallerie scavate in tempi remoti nel tufo che mettono in comunicazione la maggior parte degli edifici del centro storico, creando una sorta di dedalo con delle zone sommerse, dove non è difficile trovare dei reperti archeologici.

Storia della Viterbo Sotterranea

Oggi, una parte delle gallerie sotterranee sono usate come cantine ma in passato avevano una funzione molto diversa.

Secondo alcuni studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo potrebbe essere avvenuto per mano Etrusca. La teoria è interessante, specie se si considera la città di Civita di Bagnoregio, anch'essa Etrusca e con gallerie sotterranee.

All'epoca, molto probabilmente, la struttura era usata come sistema idraulico. Una antesignana rete di approvvigionamento idrico che raccoglieva e canalizzava le acque piovane e quelle provenienti dai fiumi, per poi diramarle ed inviarle dove necessario attraverso la fitta rete di cunicoli.

Ma è solamente durante il Medioevo che Viterbo sotterranea assume la sua attuale conformazione. Gli stretti cunicoli furono allungati, allargati ed alzati per dare vita ad un labirinto di passaggi segreti che mettevano in comunicazione i punti e le strutture nevralgiche della città di Viterbo.

Le gallerie conducevano infatti verso tutte le uscite più importanti di Viterbo assicurando agli abitanti una via di fuga in caso di pericolo o di assedio come quello perpetrato a Federico II.

In epoche più recenti i sotterranei vennero utilizzati dai briganti per sbrigare i loro loschi affari senza timore di essere scoperti e come rifugio antiaereo durante i bombardamenti che colpirono la città durante la Seconda Guerra Mondiale.

Cosa è possibile vedere oggi della Viterbo Sotterranea

Per discendere nelle antiche gallerie oggi bisogna recarsi in piazza della Morte, tutti i giorni dalle 10 alle 20, ed iniziare la scoperta di un antico mondo.

Il reticolo di gallerie di estende lungo il centro storico ed arriva oltre la cinta muraria, ma l'unico tratto ad oggi percorribile è di un centinaio di metri disposti su due livelli di 3 e di 10 metri di profondità.

Vi sarà possibile camminare lungo un percorso interamente scavato nel tufo, roccia vulcanica assai presente nella Tuscia, accompagnati da un'illuminazione a led e tutta la sicurezza necessaria per muoversi anche con i bambini grazie alle gallerie ampie.

La visita, che vi porterà indietro nel tempo di 2500 anni, è accompagnata da una guida ben preparata che vi spiegherà tutto quello che c'è da sapere su Viterbo Sotterranea e vi porterà nel passato senza nemmeno accorgervene.

Alla fine del percorso, per rifocillarsi un po' dalla fatica di viaggiare indietro nel tempo, è offerta una degustazione di crostini con salse fatte in casa, vini del territorio della Tuscia ed amari locali.

Durante la visita guidata vengono inoltre spiegate altre particolarità della Viterbo medievale e, mentre aspettiamo che venga allestito il museo dedicato ai templari, scopriamo perché piazza della Morte ha questo macabro nome.

Inizialmente la piazza era chiamata delle Carbonare e dal XV secolo ebbe il nome di piazza di San Tommaso, dalla omonima chiesa che vi sorgeva.

L'attuale nome fu usato dal XVI secolo, quando vi venne ospitata la Confraternita dell'Orazione e della Morte. L'omonima fontana è una delle più antiche ed è databile intorno alla metà del XIII secolo.

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